A World of Music

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Musica popolare e folkloristica proveniente da tutti gli angoli della terra. Popoli e tradizioni che si incontrano in uno spazio immaginario e multiculturale. La World Music è una fonte continua di ispirazione e una grande esperienza di cultura e sperimentazione. La musica del mondo prende parti della musica musica tradizionale (folk rock e etnica) e li abbina con elementi sonori locali e tradizioni territoriali. I mix che ne nascono sono perle nel mondo della musica leggera e della musica di strada.
A cura di www.maxysound.it


 

 

La World Music

In italiano musica del mondo, nota anche come global music o international music, è un genere musicale di contaminazione tra elementi di popular music e musica tradizionale (folk ed etnica). Al giorno d’oggi include altri sottogeneri come la World beat e l’ethnic fusion.
Alcuni esempi di World Music tradizionale italiana sono La Canzone tradizionale Napoletana, Danze e Balli tradizionali Italiani, Musica tradizionale sarda o la Tarantella.
La World Music fa tesoro della musica etnica popolare in ogni angolo della terra. La convergenza tra culture differenti genera un linguaggio musicale unico. La World Music è l’unione tra i sound folkloristici di varie parti del mondo.
Alcuni esempi di World Music con sound folkloristici di varie parti del mondo sono Il Tango, Il FlamencoMusica popolare dalle AndeMusica tradizionale Indiana, Musica tradizionale Latino Americana e la Musica tradizionale dell’Ungheria.
Il termine World Music, è divenuto popolare negli anni ottanta come categoria commerciale per la musica tradizionale non occidentale. La World Music può includere scale, modi o inflessioni musicali distintive e non occidentali, e spesso fa uso di strumenti tradizionali etnici come il kora, la steel drum, il sitar o il didgeridoo.

Cenni di Storia

La World Music (musica del mondo) è un genere musicale di contaminazione tra elementi di popular music e musica tradizionale (folk ed etnica) sviluppatosi negli anni ottanta. Originariamente la World Music era identificata con tutte quelle musiche estranee al repertorio accademico occidentale. Successivamente, a partire dagli anni sessanta, i flussi migratori giunti in Occidente, di popoli provenienti dai vari paesi del terzo mondo resero nota la loro musica grazie ai mezzi radio-televisivi nelle metropoli occidentali.
Le musiche provenienti da queste culture iniziarono a diffondersi su larga scala a partire dagli anni ottanta, quando alcuni imprenditori iniziarono a fondare etichette indipendenti finalizzate alla distribuzione su larga scala della musica etnica. Ciò determinò una serie di “mescolanze” fra le varie culture musicali che determinò la creazione del genere.
Data l’evoluzione dei sistemi di trasporto e di comunicazione anche solo rispetto all’inizio del XX secolo, non stupisce che le tradizioni occidentali vengano in contatto con quelle di altre culture, con reciproca influenza; in questo senso, è verosimile che il confine fra quella che viene chiamata pop music e la musica etnica diventi via via più sfuggente. I critici di questa tendenza osservano che essa potrebbe portare, sul lungo periodo, a una sostanziale “globalizzazione” della musica che coinciderebbe con un depauperamento delle tradizioni musicali dei popoli. Da questa preoccupazione nasce quindi, come contromisura, l’interesse per lo studio e la preservazione delle tradizioni musicali di ogni singola nazione del mondo.

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